mercoledì 23 luglio 2014

Get a Life n. 31 - Ciò che non è morto (4 - finale)

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.31 di Luglio 2014, Ciò che non è morto (parte 4 - finale).

Arriva finalmente il momento della resa dei conti: Mabus ha catturato e sconfitto Diana Lombard, privandola della forza mistica di Morrigan che la rendeva "Predisposta", ha rivelato di aver creato la sorella-clone magica di Diana, ha ucciso il Grande Vecchio dell'Apocalisse e... e ora?
Nel silenzio del Piano Astrale, tra i Tarocchi animati incapaci di dargli spiegazione, giunge la presenza benedetta dal loto di Kut Humi! Spiegazioni, risposte e spiegoni per un nuovo-vecchio segreto di Agarthi!

E come se non bastasse, copertina alla Jack Kirby con Diana e Mabus che incarnano due Tarocchi tutti per loro.


Arte di Filip Cerovecki.
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

Storia basata sui concetti degli articoli del ciclo Martin Mystére non presenta: la storia segreta del mondo: parte 1, parte 2, parte 3.

In questo albo si parla di:
"Il sole nero" (Martin Mystere n. 292), "Il presagio" (Martin Mystere nn. 66-67), "Il ritorno di Jack" (Martin Mystere n. 168), "D'improvviso una notte, "I trentasei giusti" (Martin Mystére n. 323).

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

lunedì 14 luglio 2014

Copertina A per "Le diciassette facce dell'oscurità" - Viva il Re!

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta la copertina de Le diciassette facce dell'oscurità (1).

Con la collaborazione del progetto El Último Códice, GaL rende omaggio al Re Jack (The King) Kirby, e non poteva che accadere con la più Kirbyana e Fantastica delle storie della serie!

Perchè Martin brandisce l'Ebdecaedro con tanta protervia, e cosa sta accadendo ai suoi più cari amici, Travis Travis, Diana Lombard, Java e Angie Dark?


Idea e coordinazione di Franco Villa


venerdì 4 luglio 2014

Il ritorno del Dottor Kranz

Come accennato nel primo articolo dedicato al Martin Mystère della Disney (alias Indiana Pipps), le similitudini con la vicenda Mysteriana, volute dal suo creatore Bruno Sarda, si estendono persino ai nemici di Indiana.
Nel personaggio del Doctor Kranz c'è tutta (o quasi) la mytologia del Sergej Orloff classico, come è evidente nella storia apparsa per la prima volta in Topolino n. 1931:

"Indiana Pipps e il ritorno del Dottor Kranz"
Storia di Bruno Sarda, arte di Massimo De Vita

Topolino apprende della fuga del suddetto Doctor Kranz dall'elusiva isola di Praxos, un luogo "impossibile" capace di spostarsi e occultato da una barriera mistico/fisica, come accade all'isola del telefilm Lost. Kranz vuole a tutti i costi tornare su quell'isola da conquistatore, per impadronirsi delle sue favolose risorse.
A Topolino non resta che cercare Indiana Pipps, per poi gettarsi sulle tracce del Doctor. Nel frattempo, però, Indiana ha l'occasione di rievocare la storia di Kranz, tramite un lungo flashback.




Già a questo punto, i paralleli con Orloff sono evidenti: se sostituiamo la Città delle Ombre Diafane all'isola di Praxos, infatti, ecco delinearsi gli elementi chiave (riconoscibilissimi) di una delle vicende fondamentali della vita di Orloff e della sua rivalità con Martin Mystère.








A ciò si accompagna il primo (di due) elemento stilistico "alla Alfredo Castelli", che lo sceneggiatore Bruno Sarda impiega deliberatamente, per dare addirittura più livelli alla sua opera-omaggio: stiamo parlando naturalmente del dettagliato flashback che uno dei personaggi espone al protagonista, e che è a tutti gli effetti una narrazione nella narrazione.






Come Martin e Sergej, Indiana Pipps e il Doctor Kranz erano grandissimi amici, che subito dopo essersi laureati si gettarono in un vorticoso giro del mondo che li condusse a fare scoperte archeologiche inattese nei luoghi più mysteriosi del globo.








In Sudamerica, dopo aver esaminato l'equivalente Disney dell'Albero della Vita che Martin e Sergej videro a Palenque, Indiana e Kranz si trovano davanti a un effettivo lascito di quei presunti alieni che visitarono la Terra in tempi remoti: un'arma a raggi di incredibile potenza, che scatena immediatamente la bramosia di potere di Kranz, alla quale si oppone l'etica di Pipps.






Ne segue una lotta terribile che vede Pipps vincitore: l'arma viene poi gettata in fondo al mare, così come il Murchadna che fece impazzire Orloff fu invece gettato da Martin in fondo a un crepaccio.








Completatosi questa rievocazione, Indiana e Topolino riescono a fermare il piano di conquista di Kranz senza nemmeno affrontare direttamente il Doctor: è un finale in sordina, anti-climatico e sbrigativo, se vogliamo persino un po' deludente nella sua mancanza di spettacolarità.







E non è forse questa una caratteristica assai ricorrente delle opere di Alfredo Castelli, quasi una sua cifra? Come avevamo anticipato, siamo arrivati al secondo (e ultimo) segnale di stile.

sabato 28 giugno 2014

La scimitarra di Gengis Khan

In trenta anni di esistenza, Martin Mystère ha raccolto influenze culturali/stilistiche di ogni genere, ma nel contempo ha a sua volta influenzato generazioni di nuovi scrittori e artisti (che si parli di romanzi, fumetti, film o telefilm, poco importa).
Tra omaggi, coincidenze involontarie, plagi più o meno sfacciati, crossover non dichiarati e chi più ne ha più ne metta, non poteva mancare anche la parodia di casa Disney, dove la tradizione del rifacimento in chiave ironica dei classici letterari e cinematografici dura da ormai mezzo secolo e oltre.

Creato da Bruno Sarda, Indiana Pipps è uno dei tanti parenti di Pippo, col quale condivide l'aspetto fisico, ma non l'attitudine all'avventura archeologica e all'esplorazione dei luoghi più esotici della Terra.
Visivamente ispirato alla figura di Indiana Jones, come afferma il suo stesso nome, Indiana Pipps si muove in un universo davvero Mysterioso. Fin qui, niente di insolito: anche il professor Jones, dopotutto, è una variante di Martin Mystère.
Ma quando le somiglianze e gli omaggi raggiungono certi livelli di raffinatezza, bisogna concludere che non si tratta di una semplice coincidenza, come dimostra questa avventura a fumetti pubblicata per la prima volta in Topolino n. 2951:

"Indiana Pipps e la scimitarra di Gengis Khan"
Storia di Bruno Sarda
Arte di Emilio Urbano

L'inizio si svolge secondo schemi familiari, anche se ormai comuni a tutta la letteratura di questo genere: Indiana trova un vecchio manoscritto che lo mette sulla strada di un nascondiglio abilmente occultato nella biblioteca di una ricca famiglia veneziana ormai estinta.


 Risolti gli enigmi del caso, Indiana rinviene certe pergamene in cui si rivela che Marco Polo, nei suoi viaggi, scoprì il luogo dove era stata celata la leggendaria scimitarra di Gengis Khan, un'arma che conferisce al suo possessore la capacità di soggiogare la volontà degli uomini. Da ciò sarebbe derivata la potenza del conquistatore Gengis Khan, proprio come nella serie di Martin Mystère è invece un'altra arma, la Lancia di Longino (una Excalibur camuffata) ad aver conferito ad Adolf Hitler la capacità di soggiogare le masse.




Annotiamo anche la tendenza della serie di Martin Mystère ad attribuire conoscenze "occulte" a personaggi storici famosi, connettendoli ad altri personaggi con cui forse non ebbero mai a che fare (nello stile del Wold Newton Universe e della League Of The Extraordinary Gentlemen).


Indiana Pipps si reca quindi tra i monti dell'Himalaya, dove deve affrontare un viaggio tra nevi perenni per giungere al leggendario Monastero Blu: questo viaggio iniziatico non sarà drammatico come quello che conduce Martin Mystère ad Agarthi (o il Dottor Strange al monstero del Grande Antico), ma di certo vi somiglia molto. Se però anche questo elemento è abbastanza comune, lo stesso non si può dire della parete di ghiaccio che occulta il monastero e che, quando viene colpita dai raggi del sole a una certa angolazione, ne riflette ingannevolmente l'immagine: il prodigio naturale descritto è fin troppo simile a quello che riguarda la Città delle Ombre Diafane di Java, in Mongolia.




Il Monaco Blu che accoglie Indiana è capace di valutare le persone con gli occhi e col cuore, nello stile di tanti altri monaci del filone avventuroso (tra cui Kut Humi ovviamente). Però, quando affida la Scimitarra a Indiana, affermando che sarà la coscienza di quest'ultimo a dirgli cosa farne, è impossibile non rivedere Kut Humi che affida l'Arma a Raggi a Martin, prevedendo che ne farà un uso ben particolare.

I malvagi che ostacolano Indiana fanno parte di un'organizzazione chiamata CAOS, molto simile alla frangia degli Uomini in Nero di Martin Mystère che brama il controllo degli antichi poteri Atlantidei per conquistar il mondo. A questi si oppone l'organizzazione dei Custodi del Mistero, che ricalca invece molte caratteristiche della mysteriana Altrove (dall'eterogeneità dello staff al gigantesco magazzino di oggetti perduti e proibiti).

Dulcis in fundo, gran parte degli "oggetti magici" disseminati sulla Terra deriva dai "doni" lasciati qui milioni di anni fa dai potentissimi alieni Eones, che li forgiarono col metallo azzurro delle loro astronavi: descrizione speculare all'avvento dei Tuatha De' Dannan, che portarono sulla Terra gli Esagoni da cui gli uomini ricavarono oggetti magici di ogni genere (Spade come l'Excalibur, Pietre, Coppe, Lance, Anelli).






A questo punto, basta navigare un po' in rete per scoprire che la somiglianza è voluta. Una breve cronologia delle avventure di Indiana Pipps porta alla luce ulteriori "somiglianze", e persino uno sceneggiatore a noi noto. Ora non resta che chiederci: cosa aspetta Alfredo Castelli ad avere Bruno Sarda come sceneggiatore ospite di Martin Mystère?

"Indiana Pipps e il ritorno del Dottor Kranz" (Topolino n. 1931)
Storia di Bruno Sarda, arte di Massimo De Vita

 In un flashback, Indiana Pipps e Kranz, colleghi e amici, diventano mortali nemici a causa di una 'arma a raggi' di origine aliena (il canovaccio segue quello alla base della vicenda di Martin e Orloff).

"Indiana Pipps e la fonte della bellezza" ((Topolino n. 1963)
Storia di Bruno Sarda, arte di Massimo De Vita

Indiana Pipps guarda in tv il programma 'I misteri di Mister Martin', detective dell'impossibile la cui domestica è una donna di neanderthal.

"Indiana Pipps e la valle della memoria perduta" (Topolino n. 2203)
Storia di Vigna e Silvio Camboni; arte di Camboni
Lo sceneggiatore NathanNeveriano Vigna propone una trama ispirata a quella del "Mistero del Nuraghe", cui aveva contribuito fino ad apparire tra i personaggi della storia.

"Indiana Pipps e la scatola del tempo" (Topolino n. 2922)
Storia di Giorgio Figus e Bruno Sarda; arte di Giampiero Ubezio.
Indiana Pipps racconta a Orazio e Clarabella di quando lui e l'amico Jim Branat trovarono in Tibet una camera del tempo di Mu, provvista di automa meccanico difensivo.

mercoledì 25 giugno 2014

Get a Life n. 30 - Ciò che non è morto (3)

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.30 di Giugno 2014, Ciò che non è morto (parte 3).

E lo fa augurando buon compleanno ad Alfredo Castelli (con un'ora di anticipo!)

Diana Lombard affronta il Grande Vecchio, mentre Mabus svela l'arcano della Sorella Perduta della famiglia Lombard! Cosa lega i gli Arcani Maggiori dei Tarocchi al Piano Astrale e alla Dea della Luna Morrigan?


Arte di Filip Cerovecki.
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

In questo albo si parla di:
"Ultimatum a New York" (Speciale Martin Mystère n. 7), "L'isola di ghiaccio e di fuoco (Martin Mystère Gigante n.8), "Il cuore di Cristopher", "D'improvviso una notte, "I trentasei giusti", "Il libro di Toth" (Martin Mystère n.33).

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

venerdì 20 giugno 2014

Diana "Ellenica" in 3D!

Dopo il bonus di Martin e la creatura del pozzo oscuro, ecco che la sua salvatrice Diana Lombard in versione "antica Grecia" riceve la piena luce dei riflettori.
Inoltre, la corazza nanoetcnologica di Torn si evolve ancora.



Arte di Stefano.

martedì 17 giugno 2014

Martin, Diana, Java e Torn in 3D!

Dopo qualche esperienza in passato, Martin invade di nuovo il mondo a tre dimensioni della grafica computerizzata!

Arte di Stefano per tre immagini iconiche di Martin Mystère, Diana Lombard e Java, in una costante evoluzione sperimentale del loro aspetto che è anche una metafora della loro vita a fumetti (e a cartoni animati): si va da un terzetto con un look giovanile incredibilmente moderno (e chi l'aveva mai visto un Martin così svecchiato senza renderlo un "toon" multicolore dagli occhi enormi?) al Martin sempre più maturo, mentre Diana passa da sventola con i capelli lisci a una più matura "Veronica Lake" (vittima sacrificale!); infine, c'è un Java con un diverso tipo di cravatta (era ora!) e una caratterizzazione meno caricaturale del solito (sarà così che lo vedeva Maria?)



Per non fare torto a nessuno, Stefano si è cimentato anche con uno dei personaggi Atlantidei di Get a Life!. Ecco Torngasak in due diverse versione della sua uniforme da combattimento. La prima richiama le Cloth di Saint Seiya (che a loro volta hanno origine Muviana, come rivelato da Masami Kurumada), mentre la seconda è un omaggio alle tecnologie futuribili di Iron Man. Un doppio omaggio simbolico che incarna i due aspetti fondamentali delle società di Atlantide e Mu, la scienza e la magia.



Extra dell'ultim'ora! Ispirato in parte a "La tredicesima fatica" e in parte a "Il risveglio di Tiamat", ecco Martin Mystère che se la vede con la creatura del pozzo! E come mai Diana ha un aspetto così mitologicamente ellenico? Chi legge Get a Life lo saprà presto!