martedì 30 settembre 2014

GaL #33 - The Woman Who Stripped for the Voynich

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents The Woman Who Stripped for the Voynich in English.

It's the real secret of the Voynich Manuscript, which held more secrets than just a "simple" Doomdsay Machine controlled by an A.I. who believed itself to be god!
Whatever Martin Mystère did to stop that device, it was not enough-- now it's up to Travis "DoubleTee" Travis, who will have to travel to the Hollow Earth and learn the secret of the Yin to that A.I.'s Yang. And only the assistence of the most naked woman who ever graced the saga of Martin Mystère will give him the chance to triumph!



Story & lettering by Franco Villa.
Proofreading by Zac DeBoard

Want more? Here is the Get a Life! episode index.

mercoledì 24 settembre 2014

Get a Life n. 33 - La donna che si spogliò per il Voynich

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.33 di Settembre 2014, La donna che si spogliò per il Voynich .

Il mystero del Manoscritto Voynich è già stato svelato da Martin Mystère: si trattava del codice informatico per programmare l'Intelligenza-Artificiale-col-complesso-di-dio che avrebbe attivato l'ennesimo satellite capace di distruggere il mondo.
Tale Intelligenza fu prima cortocircuitata da Roger Bacon e poi definitivamente distrutta da Martin Mystère, che usò lo stesso trucco usato da Bacon. Ma come mai lo stesso trucco ha avuto effetto diverso, la seconda volta? E' proprio vero che l'I.A. è andata distrutta?
E ancora: possibile che il Manoscritto Voynich avesse solamente quel segreto da offrire? E tutte le sue mysteriose illustrazioni allusivamente alchemiche? E le leggende sui suoi tre possibili estensori, nonchè le bizzarre traduzioni parziali che circolano tra gli studiosi?
L'ispettore Travis sta per trovare tutte le risposte, e affronterà anche un altro mystero, a insaputa di Martin: quello delle donne che si presentano nude a casa del Detective dell'Impossibile per arrapare i lettori che non sanno ancora usare la funzione Cerca Immagini di Google!



Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

In questo albo si parla di:
Martin Mystère n. 167, "Obiettivo Apocalisse", Speciale Martin Mystère n. 30, "Il segno di Venere", Il giardino del diavolo, Leonardo da Vinci, Ruggero Bacone, Girolamo Cardano, la Terra Cava, John Stojko, Intelligenza Artificiale , Grande Opera, Yin e Yang, Tex Avery.

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

lunedì 15 settembre 2014

Studi dei personaggi per "Nel segno della Z"

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta gli studi dei personaggi per Nel segno della Z.

I californiani Manuel Santiago Kemen Plain, per brevità Diego ed Elena Webster non hanno idea della svolta radicalmente mysteriosa che la loro vita sta per prendere! Oppure ce l'hanno?
Saranno il Buon Vecchio Zio Marty e Java a rispondere a questa domanda, nel dare la caccia a un misterioso "lascito" che ha seminato enigmatiche tracce delle stanze segrete della Missione losangelina di San Fernando Rey De Espana!


Arte dell'esordiente Lucas Ferreira Santos.

E cosa c'entrano i Charred Men e Zigomar con questa misteriosa caccia al tesoro che risale alla Sicilia del 1100? C'entrano, c'entrano: ci abbiamo impiegato un po', ma ce l'abbiamo fatta a riunire i fili dell'intreccio!

mercoledì 3 settembre 2014

"Le diciassette facce dell'oscurità": seconda copertina ed edizione in PDF

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta la copertina definitiva de Le diciassette facce dell'oscurità.

E' il momento di dedicare le facce dell'Ebdecaedro alle impossibili creature che hanno visto la luce sulle pagine di Get A Life! (o quasi): lo Scheletro di Cristallo, l'Accumulatore, il Fantasma del Topkapi, i Giganti di Mont'e Prama e i coniugi Jones/Morgan androidi!
 
Per celebrare il completamento dell'unità narrativa, la doppia avventura de "Le diciassette facce dell'oscurità" è ora disponibile in PDF, scaricabile gratis e consultabile da tablet e smartphone. In appendice, lo scontro tra Kut Humi e il Dottor Salvage, oltre che il risveglio dell'Ebdecaedro e l'incontro tra il Piccolo Martin e Drusilla.

Per finire: gli studi a colori delle singole creature soprannaturali della copertina.



Ideazione di Franco Villa.

In questo albo si parla di:
Martin Mystère n. 330, "Il matrimonio di Sergej Orloff", Martin Mystére n. 324, "La fine del mondo", Martin Mystère n. 185, "I sentieri del destino".
Indice della serie Get A Life (comprende link alle versioni PDF per il download diretto).

L'energia dei giganti (di Mont'E Prama?)

"Indiana Pipps e l'energia dei giganti" (Topolino n. 2977)
18 dicembre 2012 
Scrittore: Giorgio Figus 
Disegno: Luca Usai


Nelle storie di un personaggio come Indiana Pipps, che è un omaggio dichiarato a Martin Mystère, "energie" e "giganti" possono significare una cosa sola, quando il contesto è quello della Sardegna.
E in effetti, il gradevole "Indiana Pipps e l'energia dei giganti" (Topolino n. 2977) presenta proprio il concetto delle energie telluriche/geomantiche delle Ley Lines che vengono canalizzate tramite le antichissime e affascinanti strutture megalitiche (associate appunto ai "giganti") di cui la Sardegna è piena, andando addirittura a scomodare la civiltà dei Lacones, antecedente a quella dei Nuraghi. Si tratta di un approccio decisamente Mysteriano, almeno per chi ricorda il Martin Mystère originale, quello che proponeva visioni (fantastiche) della struttura del mondo e dell'universo, mentre al giorno d'oggi Martin non sa più nemmeno cosa siano le Ley Lines: a furia di retcon morbide, infatti, il personaggio vive ormai in un universo dove domina la vaghezza riguardo a ogni cosa "impossibile" che accade, dimentico delle suggestive scoperte del suo glorioso passato.
L'avventura di Indiana Pipps si svolge secondo i canoni del genere, con l'eroe sulle tracce del segreto dei Lacones, l'intervento di un rivale malvagio, l'abuso del ritrovato segreto e la perdita dello stesso, non senza una sorpresa finale che capovolge la prospettiva relativa al citato segreto. La sorpresa in questione è, ancora una volta, Mysteriana nel senso classico e migliore del termine, perchè si rifà all'epoca in cui Alfredo Castelli e colleghi avevano a cuore i messaggi positivi che la serie di MM poteva trasmettere: la "energia dei giganti", infatti, si rivela essere un'energia benefica, capace di rendere fertile il suolo e vivificare la vegetazione, nello spirito della Gaia vagheggiata da Castelli.
Delude un po' l'assenza di qualunque tipo di "gigante" nell'intera avventura, però, spingendoci a chiederci perchè siano stati citati nel titolo, oltre che per ottenere un certo effetto. Di sicuro Figus e Usai sono fin troppo ben documentati sull'argomento, per averli menzionati a caso: a tavola cinque, infatti, fanno bella mostra di loro due sculture nuragiche molto caratteristiche, una delle quali è nientemeno che una testa di un Gigante di Mont'e Prama, con i suoi caratteristici occhi circolari (l'altra è un "bronzetto" che raffigura il tipico guerriero con scudo ed elmo con corna oblunghe).
L'argomento dei Kolossoi (altro nome dei Giganti di Mont'e Prama) è di attualità per via dei nuovi ritrovamenti di fine agosto 2014, avvenuti proprio nell'anno in cui i Giganti finalmente sono oggetto di esposizione al pubblico dei musei, ma ovviamente a noi interessa citarlo per "parlare di noi": l'avventura di Indiana Pipps usciva nel dicembre 2012, mentre la nostra Get a Life proponeva il doppio episodio I Giganti di Prama nel giugno dello stesso anno, in una sorprendente coincidenza che ovviamente si estendeva al concetto dei megaliti che attingono alle Ley Lines (altrimenti che fancomic di Martin Mystère sarebbe?) (E quindi non è una vera coincidenza, fosse anche solo perchè "le idee sono nell'aria). Tanto per restare in tema di giganti, i megaliti in questione sono quelli denominati "Tomba dei giganti" di Li Lolghi (ad Arzachena).
E visto che ormai ci siamo "parlari addosso", chiudiamo questa terza scheda dedicata a Indiana Pipps ricordandovi che esiste l'edizione cartacea dell'avventura mysteriana di Mont'e Prama, con tanto di copertina inedita di Castelli/Cardinale/Piacentini/Nucera.
 

martedì 26 agosto 2014

Get a Life n. 32 - Il ragno che fu cavato dalla Terra (4 - finale)

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.32 di Agosto 2014, Il ragno che fu cavato dalla Terra (4 - finale).

Avevamo lasciato Torn, più di un anno fa, davanti alla porta dell'appartamento di Martin Mystère, consapevole di una profezia che riguardava il professore, Diana Lombard e Java, destinati a salvare la Terra Cava dalla catastrofe.
E' il momento di scoprire di che castastrofe si tratta: la bomba atomica dei Nazisti di Meister? Le potnie theron della regione tecnologica di quel mondo cavo raggiungibile dal Polo Nord e dagli altri varchi del poliedro globale?
O forse nella Terra Cava ci sono altre armi atlantideo-muviane che attendono solo di essere risvegliate? Questo lo scopriremo fra un mese, con "La donna che si spogliò per il Voynich", ma nel frattempo prepariamoci al ritorno di Ariel Austen, al risveglio del dimenticato retaggio "Cumbo" di Martin Mystère, all'evoluzione della "predisposizione" di Diana (ora una dei Giusti) e alla discendenza di Nobile Scimmia di Java!

Per una storia così colossale, che completa la quadrilogia della Terra Cava, non potevamo non avere un artista adeguato, che, sulla falsariga del Rat-Man di Leo Ortolani, proponesse una versione moderna delle titaniche e favolose visioni del leggendario Jack Kirby!

E siccome è estate, non può mancare un GaL speciale: ecco quindi l'intera saga della Terra Cava raccolta in un solo PDF, completo di copertine, scaricabile gratis e consultabile anche da smartphone e tablet.



Arte di "El Último Códice" project (la pagina Facebook di EUC - i fumetti di EUC su ISSUU).
Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei e Cristian Di Biase.

In questo albo si parla di:
"Il giardino del diavolo" (Martin Mystère nn.165-166), "Al centro della Terra" (Martin Mystère n. 115bis), "Il segreto delle Ombre Diafane" (Martin Mystère Gigante n.8), "Martin contro Martin" (Speciale Martin Mystère n. 32).

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

venerdì 15 agosto 2014

[Recensione] Speciale Martin Mystére n. 31, “Martin In Slumberland” (2)

Speciale Martin Mystére n. 31
“Martin In Slumberland: La materia di cui sono fatti i sogni”
Sergio Bonelli Editore
Agosto 2014

Proseguendo il discorso iniziato nella recensione di Speciale Martin Mystère n.31, “Martin Contro Martin, questo nuovo post si concentra sulla storia dell’albetto allegato, che però da quest’anno non è più allegato, ma incorporato nell’albo principale, che diventa quindi un flipbook. Sintetica panoramica dell'albo completo su Postcardcult.

Un ringraziamento a Carlo Recagno, che sul forum di Agarthi ha messo a disposizione un’anteprima della “copertina” B di questo albo.

“Martin In Slumberland”
“La materia di cui sono fatti i sogni” (Alfredo Castelli/Lucio Filippucci)
“Dreamtravel” (Castelli/Alessandrini) (ristampa)
”Altierjinga, il mondo del sogno” (Castelli/Alfredo Orlandi)
”Il giardino delle delizie” (Recagno/Renato Nisi)

Che Alfredo Castelli amasse profondamente il meraviglioso lavoro di Windsor McCay era cosa nota, fosse solo perché quello di Little Nemo in Slumberland è universo che abbiamo incrociato non troppo tempo fa, nell’ultimo Martin Mystère Gigante (sempre di Castelli).
Se l’idea per questa storia e la copertina si ripagano già da sole, è però anche vero che questo ex-albetto contiene un bengodi mysteriano di delizie di ogni genere, tanto da tenere testa anche alla storia principale dell’albo, in quanto ad abbondanza di annotazioni, idee, citazioni e arguzie narrative.
Si comincia col fatto che finalmente, finalmente, Castelli torna a scrivere le storie “alla Castelli” tipiche degli anni d’oro del personaggio di Martin Mystère. Storie pazzesche, impossibili, che partono da quei fatterelli inspiegabili di ogni giorno che tutti quanti tendiamo a liquidare in pochi secondi (come i dejà vù), li rielaborano in un’inattesa chiave cosmico/escatologica e li intrecciano con la Storia, il mondo del fumetto e dei fumettisti, le più disparate discipline scientifiche moderne e antiche, fino a ordire una nuova mitologia onnicomprensiva che sembra più vera del vero, tanto è ragionata e pervasiva.
Sempre nel segno del “recupero del passato” che caratterizza il 2014 di Martin Mystère, Castelli finalmente, finalmente, coniuga il mondo onirico di Slumberland con il DreamTime (Altierjinga) degli Aborigeni Australiani, e riporta in scena il dimenticatissimo (ma importantissimo) Kunanjun, “fratello mistico” del BVZM (che a sua volta è un “Cumbo”, sebbene il termine non venga usato nel fumetto).
Da questa associazione inedita (?) si passa poi a un’altra delle suggestioni di Castelli: i quadri di Hieronimous Bosch (chi non ricorda il Dylan Dog/Martin Mystère: “Ultima fermata: l’incubo”?), che però è Carlo Recagno a raccontarci, con l’apporto dell’arte splendidamente onirica ed eterea di Nisi.
Recagno intreccia ulteriori suggestioni, proponendo prima un parallelo tra due signori dei sogni come King Morpheus di Little Nemo e il Sandman (reso particolarmente famoso da Neil Gaiman per i fumetti DC Comics), e poi facendo diventare adulta Little Ego, con il nome di “Signorina Ego” e l’aspetto di Angie. E dato che Little Ego era un omaggio/parodia di Little Nemo, riletto in chiave femminile ed erotica, chi meglio di Angie per un ruolo del genere?
Ci piacerebbe sorvolare invece su come i Puffi e Topolino vengano equiparati a Peppa Pig, per poi balzare al caratteristico finale della vicenda, che, come nelle più grandi storie dei tempi d’oro, vede Martin che svolge un ruolo cruciale senza averlo bene compreso, per poi ricevere un premio inatteso sotto forma di conoscenza con aggancio all’attualità. E’ infatti la nascita della psicanalisi di Sigmund Freud il fattore scatenante della crisi del mondo del sogno che Martin ha appena sventato!
Chiudiamo con qualche osservazione sulla “materia” che dal Mondo del Sogno è stata portata nel nostro. Se fosse stata una storia di Dylan Dog, avremmo sostenuto che il concetto è stato prelevato dal terzo film del ciclo originale di Nightmare, dove la protagonista trascinava prima il cappellaccio di Freddy Krueger nel nostro mondo e poi lo stesso Freddy. Siccome invece è Martin Mystère, ragioniamo sull’aspetto della materia: un banalissimo “tappo a corona”, che però è stato capace di causare trionfi e tragedie nella storia dell’umanità, determinandone drasticamente lo sviluppo.
Siccome già sappiamo, da Martin Mystère n. 100, “Di tutti i colori!”, che Castelli è un grande fan del lavoro Disneyano di Carl Barks, non possiamo non sospettare che il “tappo a corona” citi l’analogo oggetto con cui Zio Paperone stravolge la società e i valori dell’isolata civiltà di Tralla-là (Uncle Scrooge n. 6, “Tralla La” [1954], di Carl Barks), avvelenandola con il concetto egoistico di possesso di un bene esclusivo.