lunedì 24 agosto 2015

[Recensione] Martin Mystére n. 340, "L'albero filosofico


Torna il Martin Mystère per adulti di Vincenzo Beretta, ed è come se si ripartisse da dove ci eravamo fermati.

E’ un romanzo horror, un giallo psichiatrico, un ecothriller, un’opera letteraria che a un certo punto sembra citare la visione della natura di Giacomo Leopardi, un continuo gioco di inganni e di specchi. Una fusione di generi narrativi, i cui elementi si rimescolano costantemente in un caleidoscopio che, solo alla fine della lettura, ci mostra l’immagine definitiva, quella concepita dall’autore.
E’ un’immagine terribile e brutale, dolorosa e sconfortante, e anche per questo ci colpisce in modo paradossalmente positivo, perché sentiamo che, in quanto tale, essa è la verità, e non una consolatoria conclusione all’acqua di rose dove tutto si risolve per il meglio.
E dopo aver terminato l’albo, siccome vorremmo che non finisse mai e che Beretta continuasse a raccontare di questa vicenda, ci chiediamo: è davvero quella compresa infine da Martin (e poi da Alina), la spiegazione unica e assoluta dell’intera vicenda?...[
la recensione continua su PostCardCult]
 

mercoledì 1 luglio 2015

Recensione: Martin Mystére n. 338, “Le astronavi di Carlo Magno”


Martin Mystére n. 338
"Le astronavi di Carlo Magno"
 Sergio Bonelli Editore
Aprile 2015

Storia di Alfredo Castelli ed Enrico Lotti.
Arte di Giulio Camagni.

Un albo splendidamente narrato e fascinosamente illustrato con un tratto che si distacca meravigliosamente dall’ingessata corte degli imitatori dello stile di Giancarlo Alessandrini, “Le astronavi di Carlo Magno” non offre in realtà alcunché su Carlo Magno, e deve la sua bellezza suggestiva agli elementi narrativi coinvolti, e alla compattezza della narrazione, mentre trova il suo punto debole nella scarsa consistenza della trama vera e propria .
Il finale beffardo, assai tipico di Alfredo Castelli, conferma che l’intera vicenda di 160 pagine è stata solo un divertissment alla Zona X (non ristampato), ma anche così, è valsa la pena di perdersi in questa vicenda, grazie al fluire quasi magnetico di una narrazione agile, dalla forma elegante, sobria e pacata.
Per inciso, Castelli ci fa riflettere (non dichiaratamente) su come la sua scrittura, che richiede un appagante impegno da parte del lettore, si ponga deliberatamente agli antipodi della frenesia della fruizione moderna, che è veicolata da internet, dalle piattaforme sociali e dai congegni mobili, e che prevede invece un’esperienza istantanea, consumabile in pochi secondi e senza sforzo alcuno, oltre la quale passare ad altro.
Dopo essersene usciti con un'affermazione come questa, bisogna sentirsi simili a un lento dinosauro che fa i conti con i più agili mammiferi? Sicuramente sì: l’evoluzione (tecnologica) va dove le pare, senza guardare in faccia a nessuno, e certamente non si preoccupa di chi non riesce ad adattarsi. Ai dinosauri resta però il diritto di esporre la propria visione critica di questo mutamento, anche perché chi ne è coinvolto non sembra sempre in grado di discernerlo.
Digressioni alla Martin Mystére a parte, “Le astronavi di Carlo Magno” è quindi un riempitivo leggero, da godersi per alleviare le spiacevolezze di un viaggio in treno, per esempio. O almeno lo sarebbe, perché qualcuno (in redazione?) ha pensato bene di innestare nei soli dialoghi di questa storia una serie di fuorvianti e inutili collegamenti posticci e pretestuosi ad altre avventure di Martin, i quali finiscono con l’ammazzare definitivamente la già non inattaccabile coerenza interna della storia.
Se gli alieni giungono nell’anno 810, e se il loro obiettivo è la conquista della Terra, perché mai la loro lingua è simile all’atlantideo di novemila anni fa? E che importa che una “pila a energia del livello zero” sia stata vista da Martin in un laboratorio Atlantideo della Sardegna? (A quale si allude, fra l’altro?)
Che collegamento c’è tra due epoche così diverse e remote, ai fini di questa vicenda? Nessuno, perché è un inserimento di “continuità” posticcio e malaccorto, per di più effettuato solo a livello di dialoghi, come già abbiamo visto accadere in almeno un altro paio di albi recenti.
Certo, si può fare lo sforzo di GaL – “Antartide: Ora Zero”, fumetto online che ha colto gli effettivi punti di collegamento tra questo albo e una doppia avventura precedente, per renderli tutti e tre intriganti tasselli di una più vasta vicenda ad ampio respiro. Addirittura, si potrebbero creare ulteriori collegamenti con il successivo “L’inventore di miti” (Martin Mystére n. 339), ottenendo un trittico di storie “cosmiche” nella miglior tradizione della serie. Ma sembra una fatica inutile, se ciò resta confinato nell’ambito delle speculazioni dei fan, senza nessuna traduzione concreta in un fumetto ufficiale.
Chi può dirlo, però? Magari questa storia ad ampio respiro che includa quelle presentate finora è davvero in preparazione, nonostante ci sia ormai un numero eccessivo di precedenti che fanno pensare l’opposto. L’impressione abituale, infatti, è che il potenziale di queste implicazioni sfugga, e in questo “Le astronavi di Carlo Magno” gli innesti suonano davvero forzati, tanto che lo sviluppo della trama lo conferma prendendo una direzione completamente diversa, e finisce poi in burla, restando sempre e comunque completamente indifferente agli “indizi”, cioè a quegli elementi chiave che uno sceneggiatore dissemina nella vicenda perché il lettore li colga e perché giochino un ruolo nella risoluzione finale. (Lo ribadiamo: qui, invece, questi stessi "indizi" non solo vengono ignorati, ma la loro esistenza contesta la soluzione finale).
Come già detto, il valore di una storia di Martin Mystére si misura anche dal piacere di ripensare a posteriori a com’è stata strutturata, per meglio goderne il disegno e apprezzare come tutto torni (o comunque si rifaccia a un preciso progetto dell’autore). Sapere che questo fumetto contiene parti che vanno ignorate, perché esso non risulti insensato, equivale purtroppo a uccidere il piacere di una seconda lettura, e lo condanna all’oblio. Eppure, anche così, non si può fare a meno di osservare che è scritto e disegnato così bene...

sabato 13 giugno 2015

GaL #39-40 - Antarctica: Zero Hour

Get A Life (the fancomic miniseries NOT presented by Martin Mystère) presents the double-sized Antarctica: Zero Hour in English.

The end of Atlantis and Mu, caused by the satellite which went berserk for reasons known to us, hides more unthinkable secrets, nestled in an Anctartica scientific citadel that millenia later will become the target of the Nazist empire. The origin of the Double Theory of Everything, Zero Point Energy, the connecting hub of parallel realities, the Longitude Zero of the Universe in an Infinite Crisis that could spell much more than just the end of makind.
Plus: how many Ultimate Weapons were actually built 10 millennia ago?


English edits by Simon Reeves
Story & lettering by Franco Villa.

Want more? Here is the Get a Life! episode index.

venerdì 5 giugno 2015

Get a Life n. 39-40 - Antartide: Ora Zero

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta l'episodio n.39-40 di Marzo-Aprile 2015, con la fine del mondo di Antartide: Ora Zero!.

La distruzione di Atlantide, Mu e gli altri Centri di Civiltà Mondiali, causata dal satellite impazzito per motivi a noi noti, nasconde ancora segreti impensabili, annidati in una cittadella scientifica dell'Antartide che millenni dopo sarà oggetto delle brame dei Nazisti.
La genesi della Doppia Teoria del Tutto, l'Energia del Punto Zero, la connessione tra realtà parallele, la Longitudine Zero dell'Universo in una Crisi Infinita che potrebbe significare ben più che la sola fine dell'umanità.
E ancora: ma quante armi finali esistevano, in totale?

Storia e lettering di Franco Villa.
Supervisione di Luca Salvadei

In questo albo si parla di:
Longitudine Zero (Martin Mystère n. 317), Ritorno a Longitudine Zero (Martin Mystère n. 331), Le astronavi di Carlo Magno (Martin Mystère n. 338), La vita segreta degli Uomini In Nero (Martin Mystère Gigante n.3), La città sotto i ghiacci (Martin Mystère Special n.5), fine del mondo, Atlantide, Mu, arma finale, satellite impazzito, realtà parallele, Fringe, Doppia Teoria del Tutto, Tecnomagi.

Tutti gli altri episodi e l'arte extra qui: indice della serie Get A Life.

venerdì 10 aprile 2015

Le miniere di Fantametallo

"Le miniere di Fantametallo"
Storia e matite di Andrea "Casty" Castellan.
Chine di Michele Mazzon.
Prima pubblicazione su Topolino (libretto) 2880 : 8 Febbraio 2011 

Andrea "Casty" Castellan prosegue il filone narrativo della ricerca della "sua" Atlantide, trasportando Topolino, Pippo e l'archeologa Eurasia Tost in Inghilterra, dove il terzetto si mette sulle tracce di un'incredibile miniera sottomarina segreta di cosidetto Fantametallo, un materiale prodigiosamente indistruttibile.
Gli indizi si accumulano fino a rivelare che il Fantametallo non è altro che il leggendario Oricalco della favoleggiata Atlantide, citato per la prima volta da Platone: un metallo rossastro, prezioso quasi quanto l'oro e usato per forgiare scudi impenetrabili.
Ma il presunto filone sottomarino di Oricalco è in realtà un deposito Atlantideo, progettato per accordarsi con le energie dei flussi deelle Linee di Ley che scorrono nella crosta terrestre. E' forse un caso?
No, perchè è proprio l'apporto delle forze geomantiche dei Ley che conferisce all'Oricalco le sue prodigiose proprietà.
Lo scopre, a caro prezzo, l'avido Maestro della Società delle Lepri Viola, un'organizzazione occulta che avrebbe voluto sfruttare l'Oricalco per dominare il mondo: infatti, lontano dalle energie dei Ley, il vascello da guerra costruito con l'Oricalco finisce in briciole.
Spetta però a Topolino, Eurasia e Pippo trarre le conclusiono finali della vicenda: l'Oricalco, un tempo, era usato per rivestire i Megaliti di tutta Europa e oltre, allo scopo di sfruttare le energie di Ley a cui i megaliti stessi attingevano, e creare così una impenetrabile barriera difensiva. Purtroppo, il progetto non fu completato e Atlantide non fu quindi in grando di proteggersi dalla colossale ondata che la cancellò dalla faccia del pianeta.

Ancora una volta, Castellan (nomen omen) dimostra di essere il più mysteriano degli autori di Martin Mystère, capace di mescolare fantasia, leggende storiche e fatti documentati con un'agilità, una spigliatezza e un'inventiva seconde solo a quelle di Alfredo Castelli.
Peccato che Casty scriva invece per Topolino, perchè le sue idee sarebbero preziosa linfa vitale per la sempre meno mysteriosa collana di Martin Mystère, che a volte accampa la scusa di aver "esaurito tutti i mystèri", ma si è dimenticata di cose come l'Oricalco, e potrebbe attingere a piene mani a tutto il mondo inesplorato del retaggio di Atlantide e Mu, se volesse.
Casty è qui a ricordarcelo, con ogni sua favolosa storia Disneyana in cui avventura, mystero, divertimento e intelligenza si fondono in una narrazione coinvolgente, robusta e brillante del genere "senza tempo" che caratterizza le storie dei mostri sacri come Floyd Gottfredson, Romano Scarpa e Rodolfo Cimino.
Sempre prendendo il suo lavoro a esempio di quanto materiale non sfruttato sia a disposizione, citiamo il preludio alla vicenda del Fantametallo: Topolino e il Colosso di Rodi, storia che dà forma a potenti suggestioni epico-storiche, quando rivela la vera origine del Colosso di Rodi, ne mette in scena uno nuovo (il Molosso) e infine lo ricollega ai fasti di Atlantide (Martin Mystère si è mai dedicato alla Sette Meraviglie?).
A voler essere precisi, dovremmo dire che Martin Mystère si è occupato dell'Oricalco, ne "I Giganti di Prama", e ha persino usato la stessa idea dell'energia di Ley per cambiarne la natura: però, non solo Casty lo ha fatto per primo, nel 2007, ma il fumetto mysteriano in questione è un "Mystero Italiano" prodotto proprio da quei fan che sentivano da troppo tempo la mancanza di storie mysteriose veramente mysteriane.

Un altro aspetto da segnalare per "Le miniere di Fantametallo" è l'organizzazione delle Lepri Viola, che ricorda un poco gli Uomini In Nero, sebbene le filosofie dei due gruppi divergano: i primi vogliono usare il retaggio di Atlantide peer sfruttare il mondo, i secondi vogliono invece annientare ogni testimonianza dell'era che è stata cancellata dalla storia. Il nome pittoresco del gruppo richiama anche i gruppi di supercriminali che erano in voga nei fumetti e cartoni animato avventurosi degli anni 1970 (per esempio, le varie bande nemiche di Hurricane Polimar, a loro volta ispirate ai nemici de L'Uomo Ragno).

Oltre a essere affascinante in termini mysteriani, "Le miniere del Fantametallo" gode di un intreccio avventuroso la cui sceneggiatura fila come un treno, senza mai perdere un colpo.
L'arte di Casty è elegante, efficace, e capace di regalare visioni memorabili che si rifanno contemporaneamente allo steampunk occidentale e alla potenza nipponica di autori come Hayao Miyazaki.
Non è certo un caso che la casa editrice IDW Publishing, che negli USA ha di recente acquisito i diritti per le pubblicazioni Disney, si prepari a presentare sul suo Spotlight: Mickey Mouse proprio il fumetto d'esordio di Eurasia, ovviamente firmato da Casty: il nostro augurio è che tutta la saga atlantidea che ne deriva possa essere riproposta ai nostri colleghi d'oltre oceano, e magari presentata in Italia nel formato definitivo già dedicato a "Darkenblot" (sempre di Casty).

mercoledì 1 aprile 2015

Altreprime 2016

ANTEPRIME 2016

Il solito tran tran sconvolge la vita del detective dell'impossibile!

MM 343: LA TIGRE DI MARTINO
Un evento storico minore che non interessa a nessuno si ripercuote ai nostri giorni, quando delle persone iniziano a morire. Un divertito Travis coinvolge subito il suo amico Martin Mystère, e gli fa da spalla in una articolata indagine spezzata da flashback autoconclusivi. Quali fili legano avvenimenti messi lì per allungare il brodo? Tutte le risposte, forse, in un filler completamente inutile! Testi di Castelli con la collaborazione di Mignacco e Lotti, disegni di Romanini.

MM 344: LA MUMMIA RITROVATA
Nel 1996, il Buon Vecchio Zio Marty era stato coinvolto in una delicata indagine a base di spionaggio, al termine della quale un enigma era rimasto insoluto: la mummia del popolo nomade de "Lo spirito del tatuaggio" era sembrata essere quella di un personaggio celebre, ma il BVZM, impegnato a giocare a Crash Bandicoot 2, non aveva avuto il tempo di rivelarne l'identità. Nel 2016, un arto della mummia viene rubato e recapitato al detective dell'impossibile. Contemporaneamente, a molte miglia di distanza, una nota ex europarlamentare italiana viene divorata da un alligatore uscito dalle fogne di Milano. Ma l'autopsia rivela un particolare sconcertante: la vittima non era chi diceva di essere. È solo l'inizio di una lunga vicenda, che vede Martin Mystère e lo ieratico ispettore Travis in trasferta (senza permessi) in Italia, impegnati a seguire le tracce della rediviva Anonima Estinti Eccellenti fino alla città dei fiori, per poter finalmente dare questa mano all'unica, vera Zingara. Testi di Paolo Belli con la collaborazione dei Ladri di Biciclette, disegni di Luigi Coppola.

BENTORNATI IN ZONA (X): IL SUPERMARKET DELLE RELIGIONI
Scherzo! Non esce neanche stavolta.
Come se ciò non bastasse, l'impossibile diventa realtà: anche il resto del numero non si presenta in edicola. Dove sarà? Forse in quella regione, a metà tra la luce e l'oscurità, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere? Chissà. In compenso vi ripresentiamo i primi due numeri, di cui abbiamo ancora abbondanti copie, in un "combo pack" incellophanato e sovraprezzato. Non fateveli sfuggire!

MM 345: MARTINO 3D
Un nuovo albo del mitico Paolo Morales, illustrato da Alfredo Orlandi. All'università, ove è andato a trovare il suo pupillo ex spacciatore di droga analfabeta ora ricercatore precario, Martin ritrova i due protagonisti di "L'uomo senza memoria": i due ex hacker ora sono docenti di Criptografica fuori ruolo e sono al lavoro su un progetto del celebre professor Arnabaldo Giribaffo, gelosamente custodito nella villa del barone. Qualche sera più tardi, i due telefonano, preoccupatissimi, al BVZM, e poco dopo sembrano scomparire misteriosamente. Secondo uno sbrigativo ispettore Travis, i due non sono mai usciti dalla villa di Giribaffo. Al detective dell'impossibile non resta, dunque, che inoltrarsi nella enigmatica abitazione e perdersi in una impossibile vicenda a tre dimensioni, dai connotati quasi fantasy.

MM SPECIAL 32: APPUNTAMENTO AD ISLAND OAKS
Anche quest'anno lo "Special" ripesca personaggi e trame del passato, rovinandovene il ricordo. Martin, Diana e Java decidono di prendersi una vacanza e si recano ad Island Oaks, sull'isola di Cedar Key (Florida). Ma anche Tower e famiglia optano inconsapevolmente per la stessa decisione. E così Brody. E Angie. E Dee & Kelly. E persino Travis, stanco di essere escluso dagli "Special" estivi. Tra gli immancabili equivoci e le altrettanto immancabili gag, l'atmosfera giocosa lascia presto il passo ad un'altra, ben più lugubre: nel resort, infatti, si aggira anche una misteriosa figura legata all'universo dei Tarocchi, e che preme per portare i protagonisti in un preciso luogo e in un preciso momento. Che sia la personificazione della "coincidenza Mystère"? E quale ruolo svolgono "il segno di Venere", "la fortuna di Brody", il "Tempo di Tower", gli antenati di Dee & Kelly e Mabus in tutto questo? E perché Island Oaks si trova sull'isola sbagliata? Una sclaviana storia di Recagno e Torti.

MM Presenta 12: LES MILLE ET UNE MONDES DE MARTÉN MISTERO
Cosa interessa meno ai lettori di fumetto italiani dei fumetti francesi? Ecco dunque una rassegna completamente dedicata ai cugini d'oltralpe del BVZM! Si comincia con "Les aventures de Mar Tin: Lo scettro di Otto Kranz" (di Castelli e Filippucci); ancora Filippucci è chiamato a illustrare "Trave & Martiner: Le tre tasse del professor Amato", su testi di Recagno; seguono il preistorico "Jawhan" (di Recagno e Esposito Bros.), il futuristico "Mystérian & Lombardette" (con l'episodio "Metro Milanéss, direzion...cazzo, Bea! Dovevamo prendere la verde", di Mignacco e Alessandrini) e l'insolito team-up "Mysterix & Umpah!-Puah!" firmato Castelli & Nisi. Chiudono l'albo un breve omaggio a Jean Giroud in arte Moebius di Alessandrini e uno, più cospicuo, dedicato al fumetto francese contemporaneo, sempre più originale e appassionante: "Le chevalier qui dort", di Castelli & Cardinale.

MM 346: IL MAESTRO
Cosa spinge l'uomo ad incatenare, per anni e anni, legioni di infanti a seggiole sbertucciate e a banchi scarabocchiati, chini su tonnellate di tomi scritti dagli Uomini in Nero? È il nuovo mystero cui è chiamato a rispondere l'ispettore Travis - il quale, però, terrorizzato dall'idea di dover tornare a scuola, passa subito la palla a Martin Mystère - quando la giovane insegnante Mary Montessor viene trovata morta nella sua abitazione, assassinata da quella che sembra una enorme bacchettata sulle nocche. In casa della donna, Martin nota subito un misterioso artefatto, che gli ricorda qualcosa di sfuggente: lo scarabeo di Ara Tutna... Con l'aiuto di uno sceneggiatore del celebre serial tv "Doctor Who" e di un personaggio che i vecchi lettori del "Corriere dei Ragazzi" saranno certamente lieti di rivedere all'opera, Martin Mystère cercherà di scoprire se la Storia è andata realmente come riportano i libri scolastici... Un racconto completo di Luigi Mignacco e Sergio Tuis.

Storie da Altrove 19: IL GATTO CHE MANGIO' IL TOPOLINO CHE AL MERCATO IL PADRE COMPRO'
1480. Giovanni Francesco Straparola, futuro ideatore della fiaba del "gatto con gli stivali", nasce a Caravaggio. 1571. Michelangelo Merisi non nasce a Caravaggio, ma i suoi genitori sono nativi di lì. E si chiamano Fermo e Lucia. 1928. Walt Disney, stimolato dalla presenza di un piccolo roditore nel suo studiolo, crea il celebre Topolino. Contemporaneamente, a migliaia di centimetri di distanza, Otto Messmer e Pat Sullivan, i creatori del gatto Felix, iniziano misteriosamente a sudare freddo. Nel mentre, una misteriosa figura armata di flauto e della quale sono visibili solo gli stivali e il sorriso sardonico, si aggira per gli States radunando animali e bambini. Cosa accade negli Stati Uniti, oltre all'avvicinarsi dello spettro della crisi economica? È quello che si domandano anche Harry Houdinì e Olimpia, coadiuvati per l'occasione dal celebre illustratore Arthur Rackham, impegnati a risolvere un enigma vecchio come il mondo, intimamente legato all'essenza della narrazione, della Natura e della Vita, e a ciò che, da sempre, i padri comprano ai figli per impedire loro di essere divorati dall'età adulta.

MM 347: LATITUDINE ZERO
Polo Sud. Un esausto ispettore Travis cammina, solo e infreddolito, per i ghiacci polari. Poco prima di perdere i sensi, riesce a pronunciare due sole parole: il nome del suo amico Martin e un'altra, decisamente non adatta ad una pubblicazione "per famiglie". Ma cosa ci fa Travis a longitudine zero? È quello che si domanda anche il detective dell'impossibile Martin Mystère, che in Gabon attende il suo amico ispettore: "Eppure gliel'ho detto più volte, prima di partire: andiamo a latitudine zero, non a longitudine. Mi aveva detto di avere capito. Chissà cosa gli è successo". Un inesplicabile enigma orchestrato da Alfredo Castelli e Giulio Camagni.

ANNI 30: LA MISTERIOSA CHIAPPA DELLA REGINA MOANA
Questa è una storia dominata dalla nebbia. Avevamo lasciato il Martin Mystère degli anni '30 alternativi a cavalcioni di un razzo, sotto lo sguardo di un malizioso Java (alternativo anch'egli): lo ritroviamo ora - assieme agli amici e ai nemici di sempre - sul pianeta Okki Finokki, i cui abitanti non ricordano mai nulla, nemmeno gli aspetti più naturali della vita, come andare al bagno o fare all'amore. Il prof. Lepis Masaaakkharin mette a disposizione la sua inestimabile wünderkammer zeppa di dispense popolari, libri e film, curiosamente quasi tutti a tema erotico, ma il pezzo più importante della collezione, trafugato da una spia nemica, si trova in possesso di Moana, regina del pianeta Necron, la quale ha provveduto ad installarlo là dove non batte mai il sole. Ma bisogna fare presto: la gigantesca "Verga di Aronne" si avvicina... con l'aiuto degli avventurieri Ciro e Franco e Villa, Martin, Angie, Tracey e Orloff devono, loro malgrado, gettarsi nuovamente nella più pura e incontaminata avventura!
Un racconto "dieselpunk" di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini.

MM 348: YOGURTAMA!
Martin Mystère è tranquillamente seduto sul divano, intento a divorare un dietetico yogurt, dinanzi ad un soporifero documentario dedicato alle strutture subacquee giapponesi. D'un tratto la trasmissione sembra lasciare spazio ad una misteriosa spirale, e d'improvviso il BVZM si addormenta, con il barattolino di yogurt che cade e gli sporca tutta la camicia. Allarmata, Diana chiede subito aiuto a Travis, ma questi, peraltro stizzito dalle continue tragedie che provengono da questa famiglia, nulla può contro il novello Rip Van Winkle. Intervengono allora gli agenti di Altrove, che trasferiscono il dormiente nella base, ove scoprono che la sua attività cerebrale è attiva. Dopo vani tentativi, Martin si risveglia da solo, in un sussulto, come se, russando fortemente, si fosse strozzato con la saliva. E rivela che... niente, si era solo abbioccato. Ma, tra un sogno e l'altro, s'è ricordato che deve ancora cercare Orloff. Solo che non ha mai tempo, accidenti. Ma promette che appena ha un attimo libero, si mette lì e lo cerca, dovesse smuovere mari e monti. Ora però gli fa male la schiena e avverte un fastidio alle orecchie, come se qualcuno gli avesse urlato forte nei timpani, e quindi preferisce prendersi un periodo di riposo. Un nuovo, avvincente episodio dell'epopea ideata da Carlo Recagno ed illustrata dagli Esposito Bros.

venerdì 27 marzo 2015

Studi per "Antartide: Ora Zero"

Get A Life, la serie NON presentata da Martin Mystère, presenta gli studi per Antartide: Ora Zero.

Negli ultimi giorni di Atlantide e Mu, in una cittadella scientifica situata nel verde continente che diventerà l'Antartide, la Doppia Teoria Del Tutto è stata unificata!
Mentre il famigerato Satellite attacca dallo spazio, un'Arma Finale psico-spirituale piomba sulla cittadella, e nemmeno la forza combinata di Ameera e Torn è sufficiente per fermarla.
Ma perchè c'è un secondo Torn? Da quale luogo di questo (o un altro) universo proviene?

E' l'anello mancante delle avventure di Torn e Ameera, che chiude la loro epopea atlantidea e dà inizio ai loro viaggi verso la nostra epoca.

Arte di Darko Bogdanov.